Gestalt – Il Modello Esperienziale

Gestalt Esperienziale

La Gestalt: Una Visione d’Insieme


– a cura di Paolo Greco e Raffaele Appio

L’origine della vita sulla terra si è costituita nei millenni gradualmente, attraverso combinazioni di processi elementari. I processi primari si sono evoluti in forme più complesse fino ad arrivare a quella forma originale e straordinaria dell’essere umano dei nostri giorni.

I principali modelli scientifici hanno dimostrato come la vita e l’esperienza dell’uomo sulla terra non siano soltanto il risultato di processi e funzioni. Lo sviluppo della soggettività e dalla coscienza di sé, infatti, rappresentano il risultato di un processo evolutivo armonico.

L’identità stessa è data dallo sviluppo armonico di processi e funzioni in costante relazione con l’ambiente dove l’individuo è libero di esplorare, di scegliere ed esperire, al fine di creare una identità completa, originale e capace di adattarsi.

Intenzionalità e Progettualità

Nella visione esperienziale del nostro modello pensiamo che l’uomo moderno sia riuscito a sviluppare due dimensioni importanti del sé: l’intenzionalità e la progettualità. Riteniamo che entrambe queste dimensioni, alla base di una sana evoluzione dell’individuo, costituiscano vere e proprie abilità del sé.

  • ⇒ L’intenzionalità è un processo altamente creativo che indica la direzione, l’orientamento che caratterizza il contatto. Scandisce il ritmo con cui il corpo cambia e si adatta.
  • ⇒ La progettualità è una capacità specifica dell’individuo di saper significare l’intenzionalità in una esperienza concreta. Modula l’integrazione e l’aggiornamento dell’identità; scandisce le tappe fondamentali dell’evoluzione del sé e della coscienza di sé.

Il Metodo della Gestalt Esperienziale

Il nostro Istituto ha introdotto nella metodologia della Gestalt Therapy alcune specificità che hanno caratterizzato l’evoluzione della società negli ultimi 50 anni. 

Nel modello classico della Gestalt Therapy, Goodman si riferiva all’intenzionalità come ad un atto consapevole e deliberato, teso al raggiungimento dello scopo. Seguendo questa visione l’intenzionalità rientrava a far parte della metodologia della gestalt  come atto della coscienza orientato verso una specificità.

Nel contesto odierno è difficile immaginare l’intenzionalità secondo quest’ottica poiché i valori della società del secolo scorso sono crollati, lasciando l’intenzionalità priva di una specificità valoriale.
Per poter dare oggi una direzione valoriale specifica all’intenzionalità è necessario pensare alla progettualità.

Nel nostro metodo l’intenzionalità rimane una prerogativa della coscienza ma la specificità da raggiungere viene data dalla progettualità che l’individuo co-crea attraverso i processi relazionali.

Tali innovazioni metodologiche, sperimentate in ambito clinico, ci hanno permesso di formulare i primi postulati della Gestalt Esperienziale che aggiornano la visione tradizionale della Gestalt Therapy.  Possiamo riassumere, tali postulati, nel seguente modo:

  1. La Gestalt Esperienziale è un metodo che sostiene in modo efficace l’individuo nel cambiamento attraverso un processo di consapevolezza su se stessi. È in grado di riabilitare la capacità relazionale necessaria affinché la progettualità possa realizzarsi.
  2. La Gestalt Esperienziale è un metodo di lavoro clinico e consulenziale. Attraverso gli strumenti e le tecniche della Gestalt Esperienziale possiamo riabilitare le due dimensioni dell’autorealizzazione: l’intenzionalità e la progettualità.
  3. La Gestalt Esperienziale ha elaborato strumenti e tecniche capaci di saper leggere l’intreccio tra intenzionalità e progettualità. Il metodo allena il professionista a saper riabilitare le diverse forme del processo intenzionale descritto. Infatti il clinico – o il consulente – è in grado di riabilitare sia  “l’intenzionalità primaria”, legata maggiormente ai processi dell’esperienza biologica del corpo, quanto “l’intenzionalità matura del contatto”, tesa alla progettualità (quest’ultima è maggiormente legata alla relazione e all’esperienza della consapevolezza di sè).
    Si tratta, dunque, di una visione specifica sui processi intenzionali che caratterizzano l’esperienza umana. L’approccio in questione consente di integrare, sul piano metodologico, tecniche di intervento di natura esperienziale. L’utilizzo di tali tecniche nel setting consente alla persona di esplorare le parti alienate del sé.
  4. Il ruolo specifico della Gestalt Esperienziale è quello di riposizionare il focus sui processi vitali in grado di comporre e ricomporre l’evoluzione della vita.  Da sempre, tali processi, caratterizzano il cambiamento e l’adattamento creativo.

Sviluppo dell’Intenzionalità e Ciclo della Progettualità

Ogni esperienza progettuale “intenzionata” che giunge a compimento sancisce l’intreccio perfetto delle due dimensioni. La progettualità soddisfatta, non bloccata, restituisce all’individuo la certezza di essere stato capace di mettere in atto i processi evolutivi esperienziali corretti. La soddisfazione e il senso di appagamento che ne derivano rendono possibile l’aggiornamento del sé. La persona è in grado di sentirsi protagonista di sé ed è capace di scegliere consapevolmente la direzione futura della propria esistenza.

Acquisire tale abilità nel saper trasformare l’intenzionalità in progettualità di contatto matura significa acquisire la capacità di far fluire da “dentro a fuori l’intreccio consapevole dei due processi.
La persona capace di realizzare tale intreccio è capace di strutturare una buona sicurezza interiore. Tale sensazione permette all’individuo di fare scelte consapevoli che lo condurranno gradualmente verso l’autorealizzazione.

L’Intenzionalità non sostenuta dalla Progettualità

Il disagio che vive l’uomo contemporaneo è il frutto dell’eccessiva manipolazione dei processi intenzionali. La manipolazione moderna tende ad orientare l’individuo verso il raggiungimento del piacere immediato a discapito della progettualità matura. Il risultato è visibile a tutti, l’uomo odierno sperimenta disorientamento, isolamento, paura e impossibilità di far evolvere la propria progettualità verso forme più mature.

Abbiamo già accennato come l’intreccio tra le due dimensioni del sé, l’intenzionalità e la progettualità, rappresenti il processo principale che porta verso l’autorealizzazione.
Come esperti, ci capita di frequente di osservare come il processo si blocchi ovvero, l’intenzionalità potrebbe non essere supportata dalla progettualità. L’intenzionalità senza appoggio diventa la principale causa dell’ansia o dell’insorgenza di comportamenti nevrotici.

Il nostro metodo è in grado di utilizzare strategie capaci di ricomporre la scissione che conduce al blocco. Infatti, come esperti, nel nostro lavoro clinico, ci troviamo spesso di fronte a pazienti che mostrano un’intenzionalità non adeguatamente sostenuta. L’obiettivo dal punto di vista clinico è ricomporre la progettualità alienata.

La relazione terapeutica diventa lo strumento principale che ci consente di accogliere la progettualità dell’altro, di riconoscerla e di risignificarla. Il professionista che utilizza l’approccio della Gestalt Esperienziale diventa esso stesso co-autore della progettualità altrui.
La relazione, così intesa, diventa una vera palestra dove l’individuo costantemente si allena a ricomporre gli elementi della progettualità.

La progettualità intesa come spazio relazionale ed esperienziale costituisce un’esperienza intima e profonda. Come tale,  riconnette la persona all’elemento centrale della vita: la libertà.